Formazione alternativa

5 consigli utili per la propria formazione.

Questi cinque consigli ti sembreranno banali, ma in realtà, spesso vengono persi di vista.

  • In primis, non perdere mai di vista gli obiettivi della formazione. Piuttosto chiediti una volta in più “sto apportando valore aggiunto?”.
  • Evita di sovraccaricare di informazioni. Fornirsci informazioni ben precise, quelle di cui hanno veramente bisogno.
  • La formazione universale non esiste. Adatta sempre l’estensione e la durata della tua formazione in base a chi hai davanti.
  • Rendi la formazione un’attività sociale e piacevole. L’attenzione dei discenti è limitata, quindi, rendi l’apprendimento divertente e coinvolgente con domande oppure condividendo esperienze vissute.
  • Usa la tecnologia con intelligenza, intervallando i video con diversi contenuti di formazione.

Quindi, l’intera esperienza di apprendimento deve essere armoniosa, pertinente, reattiva ed efficace.

Il metodo Montessori non solo per i più piccoli!

Il metodo Montessori è un sistema educativo sviluppato dalla pedagogista Maria Montessori ed è rivolto ai bambini e ragazzi compresi nella fascia di età dalla nascita fino ai 18 anni, con la finalità di e-ducare (portare fuori) il potenziale di ciascun individuo.

Nel suo libro “Educazione e pace” del 1949, spiega come lo scopo dell’individuo non è quello di vivere meglio, ma sviluppare delle circostanze utili per altri.

Inoltre, questo metodo illustra la libera attività dell’individuo all’interno di un “ambiente preparato”, ovvero un ambiente educativo su misura.

Oltre ad offrire materiali adeguati all’età, l’ambiente deve essere costruito in proporzione al bambino e ai suoi bisogni reali, essere ordinato e deve facilitare il movimento e l’attività limitando gli strumenti.

Tutte le modalità montessoriane dell’apprendimento non sono quindi finalizzate solo ai risultati scolastici, ma ad imparare ad amare l’apprendimento stesso, in ogni sua forma, circostanza e fase della vita.

La formazione e il metodo Peer Education

Il metodo Peer Education (educazione tra pari) nasce nel 1960 negli Stati Uniti e vede gli studenti, e non i docenti, al centro del sistema educativo.

Questo accade poiché il gruppo dei “pari” costituisce una sorta di laboratorio sociale in cui sviluppare consapevolezze, testare nuove attività, progettare e condividere insieme, dando la possibilità agli studenti di migliorare la propria autostima e le capacità sociali, relazionali e comunicative.

La ricerca condotta da Keith J. Topping nell’ambito dell’integrazione scolastica e dell’apprendimento tra pari, dimostra come gli alunni, che ricevono spiegazioni da altri alunni, apprendono maggiormente rispetto a coloro che lavorano da soli e, ancor più importante, coloro che si preoccupano di fornire le spiegazioni agli altri pari assimilano ancor di più ed in maniera più efficace rispetto a chi riceve la spiegazione.

Questo metodo di comunicazione, sebbene nasca all’interno delle mura scolastiche, oggi viene considerato come un concetto più generico e viene applicato e sperimentato in altre realtà.

La VR modifica i comportamenti sbagliati

Studi recenti effettuati da tre ricercatori della National Cheng Kung University, indicano come l’uso della Realtà Virtuale aiuti in modo significativo le persone affette da disturbi alimentari e del peso.

Questa tecnologia ha riscontrato generare un grande coinvolgimento emotivo sui pazienti clinici su cui è stata testata, tale da generare nell’individuo un’autoanalisi in grado di innescare un processo di cambiamento significativo.

Come sottolineato dai ricercatori quindi, utilizzando la realtà virtuale l’individuo ha la capacità di creare modelli ideali di sé, che possono motivare ad adottare nuove pratiche sanitarie e modificare positivamente quelle esistenti.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4770913/ 

 

L’importanza della VR nella medicina

Il fondatore e direttore medico dell’Oxford Medical Simulation, Jack Pottle, ha evidenziato come le simulazioni di situazioni critiche in ambito medico stiano diventando sempre più una pietra miliare della formazione clinica.

La Realtà Virtuale aiuta nel processo di sostituzione dell’apprendimento meccanico con un insegnamento più clinicamente rilevante e pratico.
Fondamentale per fornire l’apprendimento esperienziale nei medici, la VR aiuta l’apprendimento concretizzandolo, creando situazioni che replicano la vita reale e lasciando che lo studente agisca come farebbe nella vita reale, quindi fornendo feedback e debriefing sulle prestazioni in tempo reale.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6798020/ 

 

La VR aiuta le persone con disturbi dello spettro autistico

Il progetto 5A, il cui scopo è quello di rafforzare l’autonomia delle persone con disturbi dello spettro autistico per favorirne l’inserimento sociale e migliorarne la qualità di vita, cerca di definire percorsi personalizzati per sviluppare le abilità di base di ciascuno degli individui coinvolti.

Le tecnologie sviluppate dal Politecnico di Milano per questo progetto, utilizzano la Realtà Virtuale Immersiva per abituare il soggetto ad eseguire correttamente le varie attività quotidiane.

Ad esempio, si punta a sviluppare l’autonomia nel contesto della mobilità cittadina, specificatamente nell’uso dei mezzi di trasporto come treno e metropolitana, dalle fasi di acquisto del biglietto alla biglietteria automatica fino all’accesso al tornello. 

 

Fonte:

https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/medicina-e-ricerca/2022-05-17/autismo-il-progetto-5a-riabilitazione-si-sviluppa-la-realta-virtuale-e-immersiva-120545.php?uuid=AETYxGZB